Secondo cd del dj spaccafinestre.
Seconda lezione per i neofiti del play-two, tecnica ancora pionieristica del far musica,
con spiegazioni accurate ed invito a “creare” in proprio nuovi ibridi rivolto ai dj professionisti ma anche ai semplici sperimentatori “casalinghi”.
Il secondo disco della serie Universi Paralleli, forse leggermente più impegnativo del primo (imperdibile), è comunque un oggetto degno di nota, insieme all’oramai introvabile ep di Da Mista (enigmatico dj semisconosciuto ai più), sia per i contenuti stessi del disco sia per l’originalità del progetto (vedi recensioni precedenti).
Le certosine descrizioni del lavoro del distruggifinestre all’interno del booklet, inerenti ai dischi usati e alle rispettive velocità alterate e non, sono indispensabili per comprendere le finalità del suo lavoro.
Come ben noto, ci sono dischi che ascoltati così come sono poco danno o dicono, ma suonati assieme in stile play-two, assumono identità poliedriche ed a dir poco straordinariamente interessanti.
Melodie bizzarre fuori dal tempo, improbabili accostamenti che si sviluppano con tempi da tachicardia, ad esempio un Eminem schizzato che rappa sui Thompson Twins o i noiosi Simple Minds che si amalgamano buffamente con i Naughty by Nature, l’intellettuale Steve Reich rallentato che accompagna il cantante Carlito, cose di altri mondi, universi paralleli per l’appunto…
A mio avviso, una piccola gemma è proprio il primo pezzo….e chi dice che in giro non c’è niente di nuovo, è uno spudorato mentitore che fa falsa propaganda, basta cambiare direzione, verso gli altri universi, quelli paralleli!